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Giovanni Maironi da Ponte (1748 – 1833) fu uno scienziato e scrittore italiano.

Appartenente ad un'importante ed antica famiglia bergamasca, intraprese fin da giovane gli studi dimostrando una propensione verso le materie umanistiche ed una predilezione nei confronti di quelle scientifiche.

Intraprese ben presto attività finalizzate alla valorizzazione delle sue conoscenze, tanto da assumere ben presto ruoli di tutto rispetto nella società di allora. Ricoprì la carica di preside presso il liceo di Bergamo e di membro dell’accademia di scienze naturali e di toponimia.

Ma gli incarichi che lo resero celebre furono quelli commissionatigli dai vari governi che si sono succeduti in quegli anni nel nord Italia (Repubblica di San Marco, Repubblica Cisalpina, Regno italico, Repubblica Italiana):

  • segretario dell'Ufficio di Sanità e della Camera dei Confini;
  • membro e segretario perpetuo dell'Accademia degli Arvali;
  • vice presidente dell'Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti;
  • membro della Società Italiana delle Scienze.

Questi numerosi incarichi gli valsero addirittura l’acquisizione del titolo nobiliare, un'onorificenza donata dagli austriaci (caso più unico che raro per uno scienziato, poiché in quel tempo i titoli nobiliari venivano acquistati mediante versamento di ingenti somme).

Pur lavorando per tre regimi differenti (veneziani, francesi e austriaci) ebbe, verso ognuno di questi, un atteggiamento improntato sulla correttezza, sull’impegno e sull’onestà. In tal senso le parole di Bortolo Belotti ci spiegano l’indole del Maironi da Ponte:

« Egli aveva un così alto concetto dell’autorità da accettare qualsiasi forma di Stato la esercitasse, facendo del suo meglio per il funzionamento delle istituzioni ».

Giovanni Maironi da Ponte - dipinto da Giovanni Carnovali detto Il PiccioTra le sue fatiche merita menzione il riordino delle carte dei confini della bergamasca, avvenuto nel 1795 per ordine del senato, che gli affidò il ruolo di cancelliere della camera dei confini. Il risultato fu un inventario tanto preciso quanto dettagliato da essere utilizzato anche oggi. Nel corso dell’anno 1802 fu inoltre scelto come rappresentante della Repubblica Cisalpina presso la consulta di Lione.

Compì numerosi studi in ambito geologico, studiando le miniere di Gorno e Dossena, e pubblicò opere tutt’ora tenute in considerazione negli studi storici riferiti alla terra orobica: a tal riguardo Le osservazioni sul dipartimento del Serio, in cui analizza e riporta statistiche ed eventi riconducibili alla Val Seriana ed il Dizionario odeporico, in cui descrive minuziosamente abitudini, storia, geografia ed economia di tutti i paesi della bergamasca, compresi alcuni della Val Camonica che in quel tempo era amministrata dalla città orobica, raccontano in modo attendibile la realtà della bergamasca nei primi anni del XIX secolo. Il tutto viaggiando e raccogliendo personalmente notizie e dati al fine di «far conoscere la patria sotto tutti i rapporti che possono essere utili ed importanti » raccontando con entusiasmo le bellezze della natura.

Fu anche l’amore per la natura e la montagna a portarlo a studiare le zone dell’alta valle Seriana ed il piano del Barbellino, che gli permisero di essere considerato uno dei pionieri dell’alpinismo a cui i fondatori del CAI hanno cercato di rifarsi.

Maironi morì a Bergamo il 23 gennaio 1833.

Venne molto apprezzato dal grande naturalista francese Buffon il quale ebbe a dire "Se ogni paese avesse avuto un osservatore pari al Maironi, la geografia del globo avrebbe potuto uscire dalle tenebre delle congetture in cui è avvolta".

 

 

 

 
 
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